Ergonomia e nautica da diporto

L’Articolo, scritto a quattro mani con Leonardo Zuccaro, affronta la delicata tematica della definizione del rapporto forma/funzione durante la progettazione di una barca e del ruolo che dovrebbe e/o protrebbe rivestire l’Ergonomia in questo processo. Di seguito un estratto dell’articolo: "Da sempre sbattere la testa, scivolare e inciampare è la normalità per la maggioranza dei diportisti. Il velista tipo assomiglia sempre di più a un giocatore di rugby, perennemente assillato come è da dolori muscolari e articolari, da microfratture, contusioni, abrasioni e ferite di ogni tipo. Fino a poco tempo fa si spiegava questo stato delle cose sostenendo semplicemente l'inadeguatezza sostanziale dell'uomo a vivere in spazi ristretti e instabili come quelli di una barca. Era opinione comune non solo che la scomodità e la fatica fossero ineluttabili ma che addirittura costituissero il vanto e la peculiarità caratterizzante della disciplina velica. La 'perversità' delle barche apparirebbe più chiara e tutt'altro che innata se venisse analizzata dal punto di vista ergonomico. Ci si renderebbe facilmente conto che dietro alla cronica mancanza di appigli, allo scorretto dimensionamento della discesa e all'uso di materiali antiscivolo poco efficaci non c'è né un maligno progetto delle macchine a sottomettere l'uomo, né l' “inettitudine meccanica” (Donald A. Norman) dell'uomo stesso".

Analisi ergonomica di una veleria

Il lavoro svolto presso una veleria aveva come obiettivo quello di verificare il flusso produttivo in tutte le sue principali fasi e quindi di individuare i principali rischi connessi all’attività lavorativa. Questo non tanto per sviluppare una classica analisi dei rischi ma per valutare in che modo aumentare il benessere dei lavoratori e la produttività. Un sistema sicuro e confortevole è fondamentale per ottenere una “sana” organizzazione industriale e quindi aumentare la qualità e la produzione.

Ergonomia e scuola

L'articolo apparso sul settimanale “il Salvagente” aiuta a capire come garantire l’ergonomia della postura e degli arredi negli istituti scolastici. Partendo da una disamina della norma tecnica del “banco europeo”, assai poco applicata nel nostro paese, che prevede 7 diverse misure di banchi e sedie a seconda dell’altezza del bambino si è approfondito il fenomeno precoce dei disturbi muscolo-scheletrici nelle classi di età scolare. Una cattiva educazione alla corretta postura da parte della scuola ma anche delle famiglie e una carente o assente progettazione ergonomica degli arredi scolastici rende le postazioni di “lavoro” di questi bambini particolarmente disarmonica tanto da, in diversi casi, produrre scoliosi e lombalgie già a questa tenera età. Nella pubblicazione sono presentate alcune soluzioni, progettate per il trasporto dei materiali didattici da casa e scuola, dagli studenti del corso di Ergonomia della Facoltà di Architettura dell’Università “Sapienza” di Roma in collaborazione con la Società Italiana di Ergonomia del Lazio. Soluzioni, che sulla scorta di indagini fisiologiche, con le quali è stato misurato lo sforzo prodotto dai ragazzi nel portare i tradizionali zaini o, in alternativa, borse con rotelle ad asta dritta di trascinamento o ad asta flessibile, hanno permesso di evidenziare il diverso impatto sulle attività cardiovascolari e sulle fasce muscolari delle diverse tipologie di trasporto, evidenziando i vantaggi delle soluzioni che poi sono state progettate.

CyClaDeS - Crew-centered Design and Operations of Ships and Ship Systems

Facciamo parte del consorzio di 14 paesi europei che, nell'ambito del 7° programma quadro, sta sviluppando il progetto CyClaDes per promuovere e integrare gli aspetti connessi allo Human Factors tanto nelle fasi di progettazione delle unità navali quanto nel loro ciclo di vita (e.g. governo, manutenzione, formazione degli equipaggi). Nello specifico stiamo sviluppando un sistema per la rilevazione in tempo reale del carico di lavoro mentale degli ufficiali di guardia attraverso l’analisi del movimento oculare, valutandone l’applicabilità rispetto al contesto marittimo e definendo una roadmap per la successiva eventuale implementazione in un contesto reale (es. per l’assessment dei sistemi di bordo o per l’adozioni in sistemi di automazione adattiva).

INTRAC - Integrazione tra gli aspetti ergonomici e di sicurezza nei trattori

Siamo stati coinvolti dal CRA-ING (Consiglio per la Ricerca per la Sperimentazione in Agricoltura - Unit di ricerca per l'ingegneria agraria) all’interno del progetto "INTRAC - Integrazione tra gli aspetti ergonomici e di sicurezza nei trattori agricoli”, finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per svolgere le seguenti attività:

  • Ideare, progettare e realizzare un modello di manuale informativo/formativo “usabile” sulla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali durante l’uso e la manutenzione delle macchine agricole per gli operatori del settore, attraverso metodologie partecipative.
  • Studiare il carico di lavoro mentale associato alla guida di modelli di trattore diversi. Da una lato, i modelli di tipo meccanico-tradizionale in produzione in Italia fino agli anni ’90, dall’altro, i modelli di trattore più evoluti con particolare riferimento alle versioni Powershift tuttora in produzione. L’obiettivo principale di tale attività è di indagare se, parallelamente ai miglioramenti osservati dal punto di vista fisico nei modelli di trattore più evoluti, si osservano dei miglioramenti anche dal un punto di vista cognitivo.

 

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Attraverso la conoscenza delle caratteristiche psico-fisiche degli utenti e lo studio dei loro comportamenti ed esigenze, supportiamo i nostri clienti nello sviluppare prodotti di consumo e professionali, ambienti lavorativi ed extralavorativi e servizi a misura d’uomo, al fine di renderli accessibili, sicuri, usabili e confortevoli.

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